(premetto con largo anticipo che spiegazioni e commenti si basano sulla conferenza stampa indetta ieri dopo il Consiglio dei Ministri, seguita da me con grande attenzione. Circola già su internet un testo della manovra, ma non è quella definitiva, ne è firmata dai Ministri. Ho voluto evitare di leggere da fonti non certe, pensando anche al fatto che il decreto va approvato e si può discostare per piccole cose a causa del suo passaggio al Parlamento)
Decreto Salva-Italia, così lo ha chiamato il Primo Ministro Mario Monti, riferendosi alla denominazione di decreti che in passato hanno difeso particolari interessi (ad esempio il “decreto salva-calcio”), proprio perché adesso l'interesse da difendere è quello dell'Italia e degli italiani, non nel senso di mero guadagno in conto corrente (cosa che invece con molta probabilità andrà a ridursi), ma come prospettiva per il futuro. Il temporaneo inquilino di Palazzo Chigi, infatti, ha esordito subito chiedendo dei sacrifici ed ha parlato del vero, eterno e poco risolvibile problema della politica (mondiale, non solo italiana): la persecuzione di obiettivi di breve periodo, volti a raggiungere la rielezione. Sentirlo parlare mi ha personalmente ricordato molto Tommaso Padoa Schioppa, persona che godeva della stima del Presidente Monti (e non solo), che parlava di “miopia”, “veduta corta” della politica. Ma il mio obiettivo è esporre i punti chiave della manovra, anche perché credo che i media stiano sottovalutando molti aspetti, e in mancanza di questi il testo potrebbe sembrare molto simile ai testi dei precedenti governi. Secondo me non è così, e vorrei iniziare proprio come fece Mario Monti nel chiedere fiducia e sacrifici, quando parlò dei tagli attuati alla politica.
Costi della politica:
Il presidente ha subito specificato che non è possibile abolire di punto in bianco le provincie, e non lo si può fare tramite un decreto del genere, ha quindi detto che intende iniziare degli iter legislativi che porteranno a questo obiettivo, ma nel frattempo ha introdotto delle norme importanti volte a:
- modifica della struttura delle provincie;
- eliminazione giunte provinciali;
- drastica riduzione dei consiglieri (da 50 a 28, compresi presidenti che non potranno essere più di 10).
Per quanto riguarda altri tagli ai costi della politica e lotta all'evasione:
- imposizione di un alto profilo di trasparenza patrimoniale a parlamentari e ministri; questo riguarda dei costi “indiretti” della politica. Monti stesso ha spiegato che non vede il motivo per il quale i parlamentari non debbano mostrare tutto ciò che è in proprio possesso, comprese le attività finanziarie. Questo potrebbe essere un duro colpo per alcuni estremisti liberali, ma sicuramente non per chi conosce ed ha capito il concetto di “conflitto di interessi”. Ricordiamoci, infatti, che i nostri parlamentari, specie i ministri, hanno il potere di influenzare aspettative e mercati quando rilasciano dichiarazioni (e quando sono credibili); ciò potrebbe essere sfruttato a proprio favore, per influenzare certi settori o mercati (tra cui spicca quello finanziario) in base alle posizioni assunte in termini di investimenti. Con l'obbligo di render noti questi investimenti stessi, si va ad aggredire il problema, risolvendolo in parte;
- Presidente del Consiglio e Ministri non godranno dell'intera retribuzione, ma solo dei fondamentali;
- Aboliti i doppi stipendi: questa è una pratica molto diffusa in Italia, in cui cariche governative godono di più di uno stipendio statale. Con questa norma, d'ora in avanti non esisteranno più doppi stipendi garantiti dallo Stato. Un esempio può essere quello di un professore universitario eletto sottosegretario, da adesso non godrà più di due stipendi ma gliene sarà tolto uno;
- Per il ciclo “Lotta all'evasione”, tracciabilità oltre 1000 euro. Ciò significa che non si possono pagare cifre in contanti per valori maggiori a 1000 euro. Sembra cosa da nulla, ma è importante quando si pensa a lavoratori “messi a regola”, ma pagati in nero. Beh, se lo devi pagare 1200 non puoi pagarlo in nero 600 perché dovresti fargli un bonifico bancario di 1200 euro e poi chiederne indietro 600, la cosa risulterebbe un po' difficile, ma è fattibile; molto meno fattibile sarebbe se si pensa a lavoratori occasionali part-time, che non ti ridaranno mai la cifra indietro; unico problema è che questi lavoratori in genere prendono meno di 1000 euro appunto perché occasionali, quindi sarebbe auspicabile una ulteriore riduzione del valore tracciabile, anche se sarebbe fastidioso. Il Ministro Passera ricorda che si farà pressione sulle banche per ridurre i costi riguardanti bonfici, ecc... in modo da non rendere la tracciabilità un onere in più;
- Per ultimo, poiché poco importante dal punto di vista della “cassa”, ma molto importante da quello dell'etica e della morale, Mario Monti rinuncia al suo “stipendio” di Presidente del Consiglio e di Ministro delle Finanze e dell'Economia. Alla domanda di un giornalista ha risposto che non sa se può rifiutare anche quello da senatore, poiché non è un pagamento per qualche incarico, ma è un onorario, anche se fino ad ora non ha voluto fornire di proposito le sue coordinate bancarie al Tesoro e alla Banca d'Italia.
Questi non sono gli unici tagli alla politica, poiché molte riforme di cui parlerò avanti saranno applicate a tutti i cittadini italiani, andando quindi a toccare molti privilegi, a partire da quelli dell'artigiano o del libero professionista per arrivare a quelli del parlamentare. Allacciandomi alle riforme per tutti, vorrei parlare delle pensioni. Faccio questo anche per non lasciare il lettore con “l'amaro in bocca”, poiché si parlerà adesso di duri sacrifici, che saranno seguiti sul finale da altre uone, a mio parere, riforme per la crescita, cosa che, differenzia questa manovra da quelle precedenti. Non è l'unica, comunque, se si pensa ai costi della politica sopracitati o sul fatto, molto importante, che la maggior parte delle norme non sono una tantum, ma sono strutturali.
Pensioni:
Si deve prima di tutto dire, che queste modifiche strutturali al sistema pensionistico non sono ben giudicabili poiché si devono abbinare e comparare alle riforme del mercato del lavoro, punto ben più delicato che verrà affrontato con più calma e cooperazione con le parti sociali dal Consiglio dei Ministri. Il Ministro Elsa Fornero, spiega subito che per adesso ci sono molti tipi di pensioni rilasciate in modo semi-arbitrario, con privilegi per svariate classi sociali. Ebbene, il Ministro con questa riforma vuole mettere in chiaro che “il meccanismo per formare le pensioni è solo e soltanto il lavoro”. Quindi dopo le promesse di interventi sugli ammortizzatori sociali e sul mercato del lavoro, dice che non ci sarà più arbitrarietà ne privilegi per quanto riguarda la formazione delle pensioni.
Cambia il metodo di calcolo della pensione, che passa dal sistema retributivo a quello contributivo e, cosa molto importante, questo metodo sarà uniforme, quindi valido per tutti i cittadini. Ma cosa cambia? Rispondendo ad un giornalista, Elsa Fornero ha dato una gran bella lezione di macroeconomia spiegando che, per quanto riguarda certi tipi di carriere con alta retribuzione (come quella manageriale), più passa il tempo, più si accumula esperienza, più si viene pagati. Non è così per dipendenti pubblici ed operai, che vedono grosso modo costante il proprio stipendio nell'arco di vita lavorativa. In poche parole, chi in genere guadagna di più, a causa di caratteristiche settoriali, ha un profilo di guadagno ripido, crescente. Questo porta ad una iniqua distribuzione delle pensioni, che andranno a ripagare molto di più chi ha di più, e non chi lavora di più. Per capire bene il concetto, si deve avere ben chiara la differenza tra metodo contributivo e retributivo: con il metodo retributivo, usando poche parole, la pensione viene calcolata in percentuale degli ultimi stipendi ricevuti, mentre con il contributivo si calcola in base ai contributi pagati allo Stato, quindi in base anche al lavoro. Con l'attuale metodo (retributivo), chi ha un profilo di stipendio crescente (manager) prenderà una pensione molto più elevata di chi ha un profilo costante (operaio). È giusto che il manager percepisca una pensione più alta? Si, perché ha pagato più contributi, guadagnando di più. Però il sistema retributivo potrebbe portare a differenze che superano tutto ciò, quindi tanto vale collegare il calcolo direttamente al pagamento dei contributi. Da questo punto di vista è qualcosa di abbastanza equo, ricordando che vale per tutti! In Italia ci sono, oltre ai casi di baby pensionati, anche casi di dirigenti pubblici, anche di medio livello, che cercano di alterare gli ultimi stipendi per percepire pensioni maggiori. Questo non succederà più. Questo metodo, secondo il Ministro, dovrebbe dare man forte nella lotta contro il “lavoro nero” e il Ministro stesso ha ribadito che l'obiettivo è quello “di non perdere nessun euro che di quelli che i lavoratori danno al sistema”, ricordando che “gli euro dei giovani capitalizzano di più”. Altro concetto chiave è quello della flessibilità del pensionamento; il Ministro Fornero, infatti, si chiede perché lo Stato debba dire ai cittadini quando andare in pensione, mentre non gli dice quando sposarsi e fare figli. Per questo motivo allora è stata inserita un'età minima di pensionamento per adeguarsi alle norme europee, ma il lavoratore è libero di chiedere prima la pensione, pagando una piccola penale.
Passiamo, però, ai numeri. Non ci saranno più finestre e quote, che saranno assorbite dalle età minime, e ci sarà molta trasparenza nel sistema. Le età minime sono:
- per le donne 62 anni più 8 anni di flessibilità in cui si può decidere di voler continuare; le donne subiranno un processo di adeguamento all'età maschile che si concluderà nel 2018;
- per gli uomini 66 anni con fascia uguale alle donne (sugli anni riguardanti la fascia di flessibilità maschile non sono certo, aspettiamo il testo ufficiale, ma non è rilevante, è qualcosa di facoltativo).
Non ci sarà nessun regime di privilegio, infatti le pensioni attualmente privilegiate (aliquote minori per artigiani, ecc...) convergeranno alla pensione “standard” per tutti. Verrà, invece, incoraggiata la maternità e la paternità dei giovani con delle tutele di salute, ottenute tramite i fondi recuperati dalla convergenza delle pensioni più ricche e privilegiate.
Le pensioni di anzianità rimarranno, ma si possono esigere dopo:
- 41 anni più un mese di lavoro, per le donne;
- 42 anni più un mese di lavoro, per gli uomini.
Queste verranno adeguate da Gennaio 2012 e, come detto prima, si potranno esigere prima dell'età indicata, pagando una piccola penale.
Colpo parecchio duro, oltre alle età abbastanza alte per certi tipi di lavoro, si da all'indicizzazione delle pensioni all'inflazione. Il Ministro Fornero si commuove e si fa scappare qualche lacrima al parlare di questo ulteriore sacrificio chiesto agli italiani, e il Presidente Monti continua l'esposizione delle riforme specificando che, inizialmente si era pensato di rivalutare solo al 50% le minime (fino a 1000 euro), e forse a quel pensiero il Ministro del Welfare non ha retto psicologicamente, ma grazie ad un prelievo ulteriore dai patrimoni scudati (di cui parlerò dopo), le pensioni minime verranno adeguate all'inflazione per il 100% del loro valore.
Si capisce che le età alte, la deindicizzazione dall'inflazione, sono sacrifici grandi, forse i più grandi assieme all'IVA (di cui parlerò dopo), ma ricordiamoci che anche il rischio per l'Italia è alto e se si guarda alla Grecia, sia per pensioni che per la sorte dei dipendenti statali e dell'intero Paese, allora si dovrebbe riflettere. Si è chiesto equità e fin qui ne ho vista molta più di quella che c'era nelle manovre dei precedenti governi (dove scusa?).
Prima ancora di parlare di Sviluppo Economico, che è un'espressione molto bella, parlerò di ulteriori sacrifici, alcuni per tutti, altri per i più abbienti, ma in linee molto generali. Ecco i punti principali riguardanti ulteriori imposte o bolli:
- prima di tutto bisogna evidenziare il fatto che non è stata aumentata nessuna aliquota IRPEF, ricordando che le aliquote alte (75000 euro di reddito annuo) sono ceti medi, non casta. Non escludo comunque che in futuro si applichi un aumento proprio di queste aliquote;
- la più dolorosa si chiama IVA (Imposta sul valore aggiunto), che fortemente criticai in un post riguardante la penultima manovra del governo Berlusconi, e che critico ancora, anche se questa volta la situazione è diversa grazie alla spinta alla crescita di cui parlerò più avanti. L'IVA aumenterà, questa volta, non soltanto per i beni generici (da 21 a 23%), ma anche per i farmaci (da 10 a 12%), mentre dovrebbe restare al 4% l'IVA sugli alimentari. Ricordo infine che la nuova IVA maggiorata del 2% verrà “implementata” a partire dal secondo semestre del 2012 (e che l'IVA, oltre a creare contrazioni nei consumi, genera inflazione);
- Tassa su beni di lusso, tra cui automobili (era stata fatta dal precedente governo, ma è stata abbassata la soglia per considerare un auto “bene di lusso”), aereomobili privati, barche di lunghezza superiore ai 10 metri ecc...;
- Bollo esteso a qualsiasi tipo di attività finanziaria. Questa tassa (molto bassa) era stata applicata dal precedente governo sui depositi, adesso vale per tutte le attività finanziarie. Vorrei far notare come gli ultimi due punti possano essere considerati una mini-patrimoniale. Prendendo spunta da questa “tassazione” vorrei far notare che Monti ha parlato di un cambio di posizione del Governo Italiano, prima (Governo Berlusconi) fortemente contrario alla Tobin-Tax (tassa sulle transazioni finanziarie, da implementare eventualmente a livello europeo), adesso invece favorevole;
- Ritorno dell'ICI, ma con forme diverse. Questa in parte alimenterà la casse dei comuni, in parte le casse statali;
- Contributo dell'1,5% su ricchezze scudate, che come detto prima permetterà la rivalutazione all'inflazione delle pensioni minime. Per chi non lo sapesse, le ricchezze scudate sono patrimoni evasi, che il precedente governo faceva rientrare dando l'opportunità all'evasore di perdere soltanto il 5-7%. Adesso a quella perdita di capitale (per l'evasore, guadagno per lo Stato) si aggiunge un 1,5%. Personalmente sono contrario a questa pratica, poiché non puoi fare un accordo e poi cambiare le regole in tavola, ma vista la situazione, visto che paghiamo tutti, che paghi pure l'evasore. Oltretutto l'1,5% in più al 5 % è irrisorio se si pensa che in Germania scudano i capitali con guadagni del 20 % almeno.
- I ricavi derivanti dall'IVA si utilizzeranno in gran parte come aiuti ai giovani e alle famiglie;
- Si lavora nella direzione di un'autonomia finanziaria dei comuni più ricchi, in modo da poter finanziare meglio i comuni più poveri (sul modello del Regno d'Italia, come il Ministro dei Rapporti con il Parlamento ha detto scherzando).
Prima di passare allo Sviluppo, vorrei fare un check-point della situazione utilizzando i dati forniti da Vittorio Grilli. Le cifre rispecchiano le richieste dell'Europa e mettono in sicurezza i numeri delle riforme precedenti (4 miliardi nel 2012, 12 miliardi nel 2013, 4 miliardi nel 2014) anche con clausola di salvaguardia. Si assicura, inoltre, all'Europa che non saranno intaccate le assistenze ai cittadini per poter mantenere questi impegni. Per quanto riguarda la manovra in corso, ci saranno risparmi per 20 miliardi in misure strutturali nel prossimo triennio più 10 miliardi in riduzione di spese strutturali ( ad esempio taglio enti territoriali, che convergono in enti nazionali, tassazione ecc..).
Passo adesso allo Sviluppo Economico, che illustrerò (anche questo a grandi linee, c'è molto di più) per punti, ricordando le parole del Ministro Passera che mette al primo posto, assieme a tutto il Consiglio, l'occupazione:
- Si opererà in tre principali settori di intervento, che sono: competitività aziendale, apertura del mercato (liberalizzazione farmacie e le parafarmacie potranno vendere farmaci di tipo C; liberalizzazione orari di apertura dei negozi; spinta di accelerazione sull'adozione dei nuovi principi agli albi), competitività dell'intero sistema paese (in particolare per le infrastrutture);
- Per ottenere più offerta di lavoro da parte delle imprese in difficoltà, ci saranno premi fiscali per le ricapitalizzazioni (sia fatte tramite gli utili non distribuiti, sia con capitale nuovo) (ACE);
- Verranno fatti sgravi IRAP sulle imprese. Questo perché l'IRAP è un'imposta regionale sulla produttività, e penalizza fortemente imprese con più lavoratori; questi sgravi dovrebbero far respirare le imprese e rendere più conveniente il lavoro;
- Rafforzamento Fondo Centrale di Garanzia in modo da assicurare 20 miliardi di credito alle pmi (piccole-medio imprese);
- Reintrodotto l'ICE (Istituto per il Commercio Estero, soppresso dalle manovre del precedente Governo), poiché agevola la collaborazione tra Stato e imprenditore, in modo da aiutare quest'ultimo a commerciare con l'estero;
- Supporto agli investimenti a finalità ecologica nella abitazioni;
- Aperti filoni di attività di semplificazione (specie burocratica);
- Varie altre attività tra cui apertura tavoli di produttività con i sindacati, informazione e istruzione per far crescere le imprese, interventi per il Sud, interventi settoriali su Agribusiness, turismo, ecc...;
- Rafforzamento Antitrust, liberalizzazione trasporti con conseguente istituzione di un'autorità di vigilanza, spinta all'apertura di settori delle professioni, farmacie, commercio, ecc...;
- Norme di semplificazione della nascita dell'azienda, tramite la trasformazione di controlli ex ante in controlli di altro tipo, per velocizzare la nascita di imprese nuove;
- Circa 20 norme sulle infrastrutture: procedure, meccanismi, risparmio di tempo, decine di miliardi di progetti concreti con accelerazione apertura e lavori dei cantieri;
- Sgravi IRAP per agevolare giovani e donne all'entrata nel mondo del lavoro.
Il Ministro Passera ha anche detto che non si parla soltanto, ma ci terranno costantemente aggiornati sull'avanzamento dei lavori. In parallelo al decreto legge, inoltre, sono iniziate una serie di iniziative e lavori per abbattere significativamente i costi della politica.
Tralasciando le promesse e guardando solo il decreto, ripetendo che questa è una analisi della conferenza e non essendo ancora uscito il testo ufficiale (dovrebbe uscire oggi) magari ho tralasciato altri fatti (anche se questi sono i più significativi), sfido chiunque a paragonare questo decreto, preparato in poco tempo, lavorando di domenica in modo da anticipare i mercati (che alle 16:00 di oggi vedono l'indice FTSEMIB (rappresentante Milano) primo d'Europa a +2.83%, e lo spread BTP-BUND (non sempre l'unica cosa da guardare, cosa che presto spiegherò in un ulteriore articolo) in caduta libera ai minimi mensili di 392.76 al -13.19% ), alle manovre fatte dal Governo precedente. Io mi ritengo soddisfatto di queste manovre, nonostante capisca i grandi sacrifici chiesti al popolo italiano, e mi aspetto molto nel futuro. Spero bene, infatti, per la riforma del mercato del lavoro, punto cruciale, che dovrebbe molto interessare proprio noi giovani. Le indiscrezioni dei giornali mi avevano molto preoccupato, e seguire la conferenza, sentendo parlare in modo competente questi Signori, in una atmosfera quasi sofferente, di chi ti dice certe cose solo perché a meno non si può fare, mi ha molto confortato. Continuo a sperare per il futuro, anche se saranno i fatti a dimostrare se il Governo Monti può salvare l'Italia e l'Europa. A proposito, mi è piaciuto anche il discorso del Presidente circa l'Europa, in cui lui dice che non darà mai la colpa a quest'ultima per le misure, anche perché applicherà le misure che l'Europa chiede soltanto se le ritiene conformi ai trattati e, quindi, al patto che l'Italia ha stretto con le altre nazioni. Poi ha concluso dicendo che di Monti si può fare a meno, dell'Europa no, quindi preferisce che gli italiani diano la colpa a lui più che all'Europa. Uomo molto fedele ai suoi ideali e alle sue convinzioni, e quando si ha una certa competenza ed esperienza può essere una buona cosa. Per concludere non vedo una assoluta mancanza di equità, vedo iniziative per il futuro e alcune già concrete per la crescita, e mi stupisco di come reagiscono i media. Però pensando che iniziavano ad attaccare i Ministri, mentre stavano lavorando, sulla base di indiscrezioni rivelatesi false, beh questo la dice tutta (fatto avvenuto anche sul Corriere della Sera, dove Monti è di casa).
PS: Per quanto riguarda partiti e sindacati, beh non mi esprimo perché non li considero capaci di valutazione. Sono soltanto organizzazioni con obiettivi meramente politici, che spesso peccano di poco senso di responsabilità, e non riescono a capire neanche che questa è una delle tante manovre che si faranno, e forse certe cose non sono state fatte perché nella settimana in cui si deciderà il destino dell'Europa non ci si possono permettere rischi in Parlamento, si deve proporre un decreto che sarà subito approvato. Per questo il Consiglio dei Ministri si è consultato con le parti sociali e i partiti, ed a mio parere ha fatto un gran bel lavoro. Non si gioisce di certo quando si è costretti ad applicare certe misure, ma continuo a dire: faccia un buon lavoro Professore.