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venerdì 10 giugno 2011

Penso dunque Sono.

Santoro lascia la RAI, addio in diretta ieri sera.

Ci tengo a precisare subito che non voglio innalzare nessuna statua in onore del giornalista salernitano , quando i fatti, o farei meglio a dire gli ascolti, parlano da se. Come Annozero altri programmi godono di tale successo ma sono allo stesso tempo poco apprezzati dall’azienda (che paradosso eh?) : Che tempo che fa , Parla con me , Ballarò, Report ; ma visto che ancora non è certa la sorte destinata a questi ultimi parlerò solo di Annozero. Non è mia intenzione però scrivere, direttamente, sulla vicenda “RAI vs Santoro” . La mia riflessione si concentra soprattutto su un punto, ovvero su come questa vicenda possa essere paragonata analogamente , sotto molti aspetti, ad altri eventi che caratterizzano il rapporto Potere – Popolazione nella società odierna.

La Rai ha lasciato andar via un giornalista che , andando in onda solo una volta a settimana in prima serata, ha fatto guadagnare all’azienda, in un solo anno, Quindici Milioni di Euro in pubblicità, consentendo così non solo “investimenti kamikaze” (come la fiction con protagonista l’onorevole/attore Barbarossa o la trasmissione di Sgarbi, due grandi flop senza precedenti) , ma permettendo alla stessa società di conservarsi (Al di la delle ideologie politiche , dati alla mano , si deve ammettere che questo è oggettivamente vero) . Andiamo ora all’analogia : “Forti personalità che vanno via” , questa dove l’ho già sentita? Forse suona male esposta in questo modo perché la questione è comunemente riassunta dall’espressione CERVELLI IN FUGA, ma questo è solo uno dei tanti esempi.

La RAI si è preoccupata più di fare il volere del “signore” piuttosto che curare i propri interessi, che poi sarebbero anche i nostri visto che si tratta di informazione pubblica pagata dal nostro canone . Gli interessi di chi è al potere piuttosto che quelli della comunità: non è forse quello che fa il nostro governo giorno per giorno?

Il settore trainante dell’economia moderna è il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT : Information and Communication Technologies). Il commercio elettronico , che riguarda non solo la possibilità di acquistare e vendere on line , ma riguarda anche le transizioni fra imprese , negli anni precedenti è aumentato dell’80 % annuo. Al centro dell’economia, oggi, non vi è più la produzione di beni materiali, ma produzione di informazioni che possono essere trasmesse, immagazzinate e sviluppate. Al centro di questa economia una posizione fondamentale assume la conoscenza, diventata la principale fonte produttiva . Promuovere la ricerca, quindi, vuol dire sollecitare il processo produttivo. Ma sul campo innovativo della ricerca , in Italia, sono più i tagli che gli investimenti. Mentre per quanto riguarda la conoscenza, basta guardare la fine che stanno facendo le nostre scuole per rendersi conto di quanta importanza le nostre istituzioni riconoscono alla cultura.

Quando ci renderemo conto che in certi settori c’è poco da essere di destra, di sinistra o di centro?

In ogni campo invece c’è chi si fa portavoce di chissà quali principi e chissà quali ideali e spinge la massa a farsene sostenitrice. Marx definiva la società “comitato d’affari della borghesia” , una società dove un gruppo di individui ( i potenti, gli oppressori ) indirizzava le attività del resto della collettività al raggiungimento di un bene che avrebbe fatto gli interessi della classe dominante. Questa facendo credere alla comunità che il fine da raggiungere era un fine comune , in realtà, non faceva altro che proteggere interessi personali . La società cosi' finiva per essere la risultante di un lungo processo storico che divideva gli individui in due classi opposte tra loro: gli oppressi e gli oppressori.

Credo proprio che la situazione da allora non sia cambiata.

Vari sono stati gli argomenti trattati , ma una è la mia riflessione, il filo conduttore di tutto : Poche sono le occasioni in cui noi possiamo sentirci veramente liberi di scegliere, e altrettanto poche sono le possibilità di realizzare noi stessi in un mondo dove i “liberi servi” si fanno strada lasciando indietro gli uomini liberi. Nella maggior parte dei casi siamo pilotati da scelte prese “dall’alto” , c’è chi decide al posto nostro anche sui programmi televisivi che dobbiamo vedere . Le nostre idee, le nostre opinioni non contano nulla, almeno fino a quando rimangono tali.

L’opinione , le idee devono trasformarsi in fatti. Le idee devono svilupparsi e per poterlo fare hanno bisogno di azioni concrete.

Basta prendere delle decisioni, assumere delle posizioni, pensare con la propria testa, come ha fatto Santoro, ma a volte basta davvero poco. Basta, ad esempio , prendere il telecomando e cambiare canale o spegnere la tv e non accontentarsi di quello che passa il convento!

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