Ognuno di noi spera di riuscire a realizzare almeno un terzo di ciò che sogna oggi , ma giorno dopo giorno ci tolgono da sotto gli occhi i mezzi per costruire le basi di un futuro che, anche solo lontanamente, somigli a quello che progettiamo nel presente. Cosa succede allora? Si cercano altre vie per arrivare allo scopo. Più è facile, meglio è.
In un mondo bombardato da reality e talent show si è perso di vista il valore dell’impegno e della fatica, il concetto di difficoltà ma soprattutto quello di dignità. La vera fatica è riuscire a superare un provino, vincere il televoto ed arrivare in finale per chissà quale merito. impegnarsi vuol dire riuscire a piacere alle gente, al pubblico. La dignità, quella è un optional, da tirar fuori solo per avere maggior supporto da parte di chi ti segue , spesso però viene messa da parte per far ridere e divertire facendo l’ignorante,sbagliando congiuntivi e apparendo semi nuda “casualmente” durante una diretta. Urla, grida, sceneggiate, pianti e sfuriate fanno parte del pacchetto.
Programmi televisivi dove la gente, messa in fila tipo merce in vendita al supermercato, corteggia “troniste” (o “tronisti”) delle quali si innamora dopo aver visto una videoclip di quindici minuti(come se il semplice fatto di stare seduti su un trono non fosse di per se abbastanza imbarazzante); opinionisti che passano dall’incitare famosi sperduti in un’isola al commentare l’assassinio di una giovane ragazza; servizi giornalistici che mostrano dove i vip vanno in vacanza e l’ultima love story di una starlet televisiva; donne che si rifanno seni enormi per riuscire a guadagnarsi il loro angolo di notorietà con delle ospitate nei programmi televisivi; file lunghe chilometri per far parte di chissà quale reality purché si diventi famosi. . A volte mi chiedo se c’è un limite al trash , accendo la tv e capisco che quel limite non esiste.
Di situazioni al limite della decenza, purtroppo, ce ne sono tante, ma non perché non ci sono quelle che invece darebbero, a mio avviso, dignità ad una società che ormai di dignitoso sta MOSTRANDO poco. Si può parlare di Rivoluzione quando un movimento trasforma totalmente modi di pensare e di vivere della popolazione: è quello che ha fatto la Rivoluzione industriale, è quello che ha fatto la Rivoluzione francese, è quello che sta facendo la tv. Un apparire scenico , teatrale che influenza anche le nostre azioni quotidiane, un uso distorto della propria immagine che si preoccupa di mostrare il meglio e di nascondere il peggio. Acquisire fama, avere successo, non per soddisfazione ma per dimostrare agli altri quanto valiamo, come se non lo sapessimo più.
E’ come se uno scalatore non conoscesse più il gusto della salita e decidesse di prendere la funivia per arrivare in vetta fare una foto e mostrare agli amici di esser arrivato sulla cima dell’Everest . Il bello dell’arrampicata è raggiungere quell’estremità che da sotto appare come un puntino, quello è il successo. Vincere con se stessi vuol dire impegnare tutte le forze nell’ascesa per poi godersi il panorama in santa pace. Adesso si cerca di arrivare il prima possibile in cima , prendendo più scorciatoie possibili, si saltano tutti gli ostacoli del percorso evitando di fare il percorso stesso, dimenticando il motivo che spinge le persone a puntare sempre in alto. Non si conoscono soddisfazioni, non si combattono le avversità, per questo si sottovaluta l’importanza di una scalata.Un paletto non deve bloccare un percorso ma deve spingere a migliorare se stessi per superarlo a testa alta, per questo motivo bisogna apprezzare la fatica e rispettare le difficoltà. Apriamo gli occhi, sfruttiamo le nostre energie perché “ciò che non ci uccide ci fortifica!” .
Si corre invece, dietro a traguardi fittizi, obiettivi offuscati di vite non vissute, ma recitate, con il sorriso in stampato in faccia e la morale lontano dagli occhi e lontano dal cuore,lontano da noi.
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