Una delle grandi incognite sul futuro dell'umanità è l'energia. Il problema dell'approvvigionamento delle risorse energetiche è sempre stato di grande importanza per qualunque civiltà umana, così come lo è per ogni singolo essere vivente. Si può affermare, senza paura di venire in seguito smentiti, che senza la capacità di accedere a risorse energetiche sicure, stabili e di facile accesso qualunque civiltà complessa non presenta significative probabilità di sopravvivenza sul lungo periodo. In Italia impazza la polemica sul nucleare, e ognuno si tiene la propria opinione, vuoi per la scarsità di informazioni pratiche e di facile accesso, vuoi per il cronico disinteresse tipico della società di massa occidentale, vuoi ancora perché la fedeltà alla squadra del cuore (ops....partito del cuore) non si cambia certo perché ci dice qualche bugia. Intanto, sul numero 496, dicembre 2009, del mensile “Le Scienze” viene pubblicato a pagina 52 un articolo firmato da Mark Z. Jacobson e Mark A. Delucchi, che spiega con parole semplici e chiare come, con una seria volontà politica locale o, ancor meglio, globale, l'umanità potrebbe trovare la soluzione al problema energetico una volta per tutte. I due ricercatori si affidano alle fonti WWS, dall'inglese Water Wind Sun (che sta per Acqua Vento Sole), e tracciano un modello energetico che sarebbe capace di soddisfare in abbondanza il previsto aumento del bisogno energetico nel prossimo futuro. Per restare con i piedi per terra i due autori si affidano esclusivamente a tecnologie già sul mercato e realizzano il modello diversificando le fonti WWS per permettere una maggiore elasticità dell'approvvigionamento energetico. Secondo Jacobson e Delucchi l'umanità potrebbe svincolarsi dalle fonti tradizionali, meno sicure e notevolmente più inquinanti, nel giro di vent'anni, se solo vi fosse la volontà politica, ed elencano non solo i benefici a livello sociale e geopolitico, ma anche quelli strettamente economici. Prima di decidere se votare a favore o contro in un ipotetico referendum sul nucleare, prima di decidere se sostenere o meno la politica di questo o di quel partito e le sue posizioni sull'energia, ritengo sia utile e sensato, se non doveroso, riflettere sul perché non si prendano in considerazione le fonte rinnovabili, soprattutto in un paese che, petrolio o gas o uranio, con le fonti tradizionali continuerebbe ad essere dipendente dall'estero. Chi vi scrive vi segnala l'articolo che dovreste poter trovare alla biblioteca comunale chiedendo il numero 496 della rivista “Le Scienze” e vi invita a leggerlo per avere una opinione meno “televisiva” sull'argomento, per essere finalmente cittadini informati, e non sudditi trascinati.
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