Sabato 21 Maggio , una catena anti – nucleare ha riempito le strade a Palma di Montechiaro. Lo ha fatto per far sentire la propria presenza e per ribadire la disapprovazione ad un progetto che non tutela i cittadini e i loro interessi. Un si per dire no al nucleare, un si per dire no al legittimo impedimento, un si per dire no alla privatizzazione dell’acqua. A quella manifestazione c’ero anch’io e ho avuto la sensazione che numerosi erano quelli coinvolti veramente dalla questione, ma, ad onor del vero, altrettanto numerosi erano quelli poco interessati a difendere l’idea di fondo per la quale si manifestava . Cospicua era la rappresentanza dei ragazzi e delle ragazze dei Liceo Scientifico G.B. Odierna del paese (ma pochi di loro erano maggiorenni e quindi pochi di loro voteranno il 12 giugno). I possibili elettori erano tanti, ma pochi erano palmesi, purtroppo. Un problema che ci tocca così da vicino (la centrale dovrebbe essere costruita a pochi passi del nostro mare, sotto il nostro splendido sole ) non può non essere avvertito, non posso credere che davvero a nessuno importi nulla. Eppure la scusa più sentita nei giorni precedenti alla manifestazione è stata “tanto non ci ascolta nessuno”, dimostrazione del fatto che pochi si sentono rappresentati e che molti partono da sconfitti in partenza. Per tanti lottare non serve a niente perché in questi casi l’importante non è partecipare, l’importante è vincere, e che senso ha combattere una partita le quali sorti sono state già decise? Ma è davvero così?
Al di la delle ideologie politiche che ci uniscono e a volte, anzi molto spesso, ci dividono, dovremmo analizzare i pro e i contro del problema (perché di problema si tratta). Molto spesso mi sono intrattenuta a parlare con coloro i quali difendono a spada tratta il nucleare : “di base risparmieremo sulla bolletta un minimo venti euro” ha detto un ragazzo ; “gli altri Stati hanno già costruito centrali senza avere problemi, e poi” ha aggiunto sempre lo stesso “se non ci fosse stato quel disastro in Giappone nessuno si sarebbe sentito minacciato dal nucleare e le centrali sarebbero state costruite tranquillamente, ma siamo tutti come le pecore e quindi adesso abbiamo paura” tutt’ora non capisco il nesso con le pecore. “Centrale nucleare vuol dire nuovi posti di lavoro!” mi ha detto un altro. Anche alla manifestazione del ventiquattro, paradossalmente, mi è capitato di sentire delle voci di disapprovazione che appoggiavano il nucleare. La cosa inizialmente mi ha stranito, poi infastidito, che senso ha far parte di un corteo che difende un’idea alla quale non credi?Ho sentito Un ragazzino riccio e paffuto dire : “bruciamo queste bandiere comuniste … viva il nucleare!” mentre in mano, a mo di capo ultras, teneva una di quelle bandiere che tanto disprezzava. Poi ho trovato il senso della sua adesione, probabilmente faceva parte di quei ragazzi che accettano di partecipare alle proteste, promosse dai rappresentanti di istituto, per saltare la scuola. Ho l’impressione che più passa il tempo e più ci si concentra a fare progetti realizzabili nel futuro più immediato. Solo così mi spiego alcune prese di posizione . La centrale da posti di lavoro, siamo disoccupati, preoccupiamoci di trovare un lavoro, i rischi sono molto più lontani (a livello proprio cronologico)rispetto alla passibilità di trovare un impiego, a quelli poi ci si pensa. Destra o sinistra, appoggiamo il nostro partito, per il momento, difendiamolo in tutto e per tutto , così domani potremmo vantarci della nostra vittoria. I problemi che ne deriverebbero dalla vittoria , in seguito verranno presi in considerazione, l’importante è raggiungere l’obiettivo.
Il mio pensiero, che sinteticamente e a livello elementare espone i contro, è che se tra qualche anno scoppia la centrale nucleare che tu sia di destra, di sinistra, comunista o fascista, non importa: SALTI IN ARIA. Non ci sono posti di lavoro o soldi che reggano, in questo caso, rischio batte centrale nucleare dieci a zero.
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